Guarda indietro

0.0.0.0.1
Ninno correva
sulla ripa del mare.
Correva, correva, correva.
Era attratto da un bagliore lontano,
un luccichio fortissimo,
un fuoco in lontananza, vivo, vero,
che gli faceva sussultare il cuore,
che gli toglieva il fiato
e gli accecava gli occhi.
Ninno correva
e non si fermava mai.
Non si guardava mai indietro
per non rischiare di cadere.
Incontrava gente, persone
lungo la sua corsa
sulla ripa del mare,
tra liquido e reale.
Ninno saltava,
correva e saltava.
Saltava così in lungo
per via di quanto correva,
che ogni salto pareva un volo.
0.0.0.0.2
Ninno volava.
Correva, saltava e volava.
Tra liquido e reale, volava nell’etere.
Con i piedi legati al reale,
le mani piene di etere
e lo stomaco colmo di liquido.
Ninno volava
e gli sembrava di trovarsi
faccia a faccia con le stelle.
Le sfiorava,
sentiva il loro profumo
permeato di loro polvere sulla pelle.
Anche Ninno profumava di Stella.
Ninno credeva.
Credeva di essere una Stella,
ma non era così.
Ninno era troppo pieno di etere
per essere una Stella.
Nessuna Stella mai
riuscì a farlo rimanere in aria
mentre volava.
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Ninno correva.
Correva e saltava.
Saltava e volava
e poi ritornava sulla ripa del mare
e correva, correva, correva.
Mentre correva,
passava di fianco
a cosa, gente e persone.
Non si guardava mai indietro,
per non perdere il tempo,
il ritmo della corsa.
Cose, gente e persone
lo vedevano passare,
ma non percepivano la sua luce,
non mettevano a fuoco il suo viso,
sentivano solo la sua scia.
Cose, gente e persone
si accorgevano di Ninno
solo dopo il suo passaggio.
Si nutrivano solo della sua scia
come quelle lasciate dalle comete.
0.0.0.0.4
Nessuno correva
con e insieme a Ninno.
Ninno non voleva.
Ninno correva, di proposito.
Ninno non avvisava del suo arrivo,
passava correndo.
Solo la scia, Ninno lasciava,
per farsi percepire.
Troppo luce in volto,
per essere visto.
Ninno correva.
Correva e saltava.
Saltava e volava.
Era attratto
da quel bagliore lontano
che lo accecava
e ridisegnava i tratti del suo viso.
Nessuno li percepiva, pieni di luce,
rimaneva solo la scia.
0.0.0.0.5
Ninno correva.
Correva e inciampò.
Inciampò e cadde.
Cadde sulla ripa del mare,
tra liquido e reale.
Ninno inciampò,
cadde e si fermò,
e cominciò a sentire.
A sentire, a vedere, a percepire.
Ninno inciampò.
Inciampò e cadde.
Cadde mentre era in volo.
Cadde roteando su se stesso,
come una spirale.
Cadde di spalle a terra,
sulla ripa del mare,
tra liquido e reale.
Ninno cominciò
a sentire il suo respiro profondo,
a sentire la stanchezza della corsa,
a calmare il suo fiatone.
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Ninno inciampò.
Inciampò e cadde.
Con le spalle
tra liquido e reale.
Ninno cominciò a vedere,
a guardare, ad ascoltare.
Non aveva più il bagliore
in faccia che lo accecava.
Ora, Ninno,
guardava il celeste.
Guardava le Stelle.
Osservava, meditava,
e cominciò a pregare.
A pregare le stelle.
Una su tutte,
la più Bella,
che si potesse pregare.
0.0.0.0.7
Ninno inciampò.
Inciampò e cadde.
Cadde e cominciò a pregare.
Ninno si fermò.
Non più accecato,
da quel bagliore all’orizzonte,
cominciò a chiedersi perché.
Perché fino ad allora
avesse corso e basta.
Cosa fosse quel bagliore.
Perché fino ad allora
non fosse riuscito a vedere
i volti, gli occhi e gli sguardi
di cose, gente e persone.
Perché solo la scia, non il viso,
lasciava percepire.
0.0.0.0.8
Ora Ninno non corre.
Cammina.
Cammina piano,
per osservare tutto e meglio.
Ora Ninno cammina.
Cammina piano e si ferma.
Si ferma per meditare.
Per aspettare,
chi si è lasciato alle spalle
senza guardare.
Vuol osservare i volti.
Vuol udire tutte le voci.
Vuol meditare su tutte
le anime e i cuori
di cose, gente e persone.
Ora Ninno vuole
capire e, guarda le stelle,
prega la Stella.
0.0.0.0.9
Ora Ninno
ha protetto i suoi occhi,
non più accecati,
e vede.
Vede e sente nuovamente.
Libera la sua mente,
il suo cuore,
la sua anima,
il suo sentimento,
le sue orecchie,
la sua bocca.
Ora Ninno prega,
prega la Stella e spera.
Prega e spera,
che non sia troppo tardi,
per pregare e sperare.
Pregare la Vita
e Sperare di Viverla.
(senza bagliori accecanti)
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You’re currently reading “Guarda indietro,” an entry on anema&core
- Pubblicato:
- Agosto 31, 2008 / 1:55 pm
- Categoria:
- anema&core, core meridionale, core&anima, prosìa
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